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VIVERE NELL'OUTCITTA'
Storie quotidiane dalla periferia di Nairobi

di Fabrizio Floris *


L’Incittà è tutto ciò che sta dentro alla città non semplicemente in termini di spazio fisico, ma a livello di cultura, stili di vita, modelli sociali, politici ed economici.

L’Outcittà è il posto dove nessuno vuole stare, che si definisce per differenza per tutto ciò che non c’è. Pur essendo “dentro” la città o ai suoi estremi confini ha uno spazio mentale differente. Per Njonjo andare dallo slum all’ufficio pubblico è come andare dal suo paese in Kenya. Si è a qualche chilometro dal parlamento, ma non si sa che cosa sia.

In uno slum è vero solo quello che si vede. E si osserva che quelli che “entrano in quel posto là” (il parlamento) stanno bene. “Le loro discussioni non arrivano alle nostre orecchie”. La legge? “Mai sentito dire”. Sono i concetti che modificano la concezione del mondo. In pochi chilometri si modifica la visione del reale. Nell’ Incittà il virtuale ha eliminato il reale. L’Incittà è qualcosa di estraneo come se arrivasse direttamente dallo spazio o se volete una specie di videogiochi: il sogno di essere davanti ad una slotmachine che vomita soldi a ripetizione poi ad un tratto ti svegli hai fame perché sono due giorni che i tuoi succhi gastrici non hanno niente da macinare pensi a cosa fare. Inizi a lavorare fai qualche soldo, ma poi arrivano quelli con le divise provengono dall’ Incittà vogliono “kitu kidogo” (163), non sai perché vogliono questi soldi solo che li vogliono e basta. Nel mentre arriva una ruspa è di quelli che vivono in quelle case alte laggiù nell’ Incittà dicono che quel terreno è loro e “tu te ne devi andare straccione”. Raccogli le tue cose è sera, ma qualche amico ti darà una mano, poi c’è quel padre dal volto bianco che vive in quella baracca.

Per oggi può bastare. Non hai il tempo di sbadigliare che la bambina inizia a piangere, sta male: ospedale, medicine neanche a parlarne non hai un soldo è quelli dell’ Incittà fanno pagare tutto. La bambina urla, ma il tuo amore la scalderà.




* tratto dal libro “Baracche e burattini? La città-slum di Korogocho in Kenya”
L'Harmatann Italia - 2003