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La storia
della Campagna



La Campagna, nata nel marzo 2004 per bloccare le demolizioni e gli sgomberi di oltre 300.000 persone dalle baraccopoli di Nairobi, in Italia è sostenuta da migliaia di cittadini, dall’Unione Province Italiane (104 province), dalla Rete dei Comuni Solidali (200 municipi italiani) e da alcuni Enti Locali di rilievo: il Comune di Roma, il Comune di Padova, la Provincia di Venezia.

In questi mesi ha raccolto più di 10.000 firme di appoggio da varie parti del mondo e le ha trasmesse automaticamente al governo del Kenya, al sindaco di Nairobi, alla Commissione Europea, alla Banca Europea degli Investimenti, a UN-Habitat.

Ha inviato più di 150.000 cartoline al Governo italiano e alla CEI.

Ha fatto circolare in Italia e all'estero una mostra che è stata visitata da oltre 500.000 persone in oltre ottanta località.

Si è avvalsa del sostegno e della collaborazione della Fondazione Giustizia e Solidarietà, organo della chiesa italiana e della CEI incaricato dal 2000 di lavorare sulla questione del debito, che ha promosso le cancellazioni e conversioni di debito tra l’Italia e la Guinea Conakry e lo Zambia e partecipa attivamente, in dialogo con il governo italiano e i governi e la società civile nei due paesi, al processo di gestione e al monitoraggio delle risorse liberate con le cancellazioni e conversioni in favore della lotta alla povertà .

A livello internazionale, la Campagna ha presentato le sue proposte al Forum Mondiale Urbano di UN-Habitat 2004 (Barcellona), al Forum Sociale delle Americhe 2004 (Ecuador), al Forum Sociale Europeo 2004 (Londra), al Forum Sociale Mondiale 2005 (Porto Alegre), al Foro Sociale del Mediterraneo 2005 (Barcellona).

È intervenuta inoltre più volte a UN-Habitat con l'appoggio dell'Advisory Group on Forced Eviction presso la Direttrice Esecutiva Anna Tibajiuka

A seguito degli sgomberi dello slum di Deep Sea dell'autunno 2005, la Campagna ha fatto presentare una interpellanza al Parlamento italiano e una al Parlamento europeo, chiedendo un'azione coordinata e solidale contro le demolizioni e gli sgomberi, per la dignità dell'abitare, per la cancellazione del debito estero e la canalizzazione delle risorse liberate in un “Fondo popolare per la terra e la casa”, destinato alla redistribuzione del suolo e a politiche abitative per i poveri.

La risposta del Sottosegretario di Stato Alfredo Mantica all’interrogazione parlamentare (Seduta alla Camera dei Deputati n. 731 del 17/1/2006) riferisce la decisione del “Governo italiano, in coordinamento con la comunità internazionale, di riconvertire i debiti nascenti da pregressi crediti di aiuto concessi al Kenya: i negoziati sono stati avviati affinché si possa giungere in tempi brevi a liberare i primi fondi. Questi ultimi saranno reinvestiti in apposite iniziative nei settori economico e sociale e lo stesso Ministro delle finanze keniano si è detto interessato alla possibilità di utilizzare in parte tali fondi per la realizzazione di un grande progetto italiano di slum upgrading che prenda le mosse dal successo del progetto pilota di cui sopra e che venga attivato in collaborazione con i missionari italiani”.


La Campagna WNW Le proposte concrete della campagna WNW


Di seguito notiamo le proposte concrete che la campagna W Nairobi W, in dialogo con i missionari italiani e le reti di società civile italiana e keniana, presenta per rendere possibile la cancellazione del debito e la sua conversione in finanziamento di percorsi di sviluppo orientati al miglioramento della condizione abitativa in favore dei cittadini più vulnerabili che abitano le periferie urbane più disagiate.

A tale proposito la Campagna ribadisce la necessità del rispetto del diritto alla casa sancito dall'art. 11 del Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, ratificato anche dal Kenya, che prevede con i commentari n. 4 e 7 il passaggio concordato da casa a casa se gli spostamenti risultano necessari. Peraltro, W Nairobi W ribadisce l'appoggio all'Obbiettivo del Millennio n. 11-7 , che stabilisce l'impegno della comunità internazionale a migliorare le condizioni abitative di almeno 100 milioni di persone entro il 2020.

Considerando la povertà del paese, accentuata dalla corruzione e dal debito esterno ed interno, la Campagna individua la cancellazione e conversione del debito, in particolare attraverso la L. 209/00, come strumento indispensabile per offrire soluzioni sostenibili economicamente e socialmente.

  • La campagna WNW chiede che il governo del Kenya e le autorità locali garantiscano il blocco di tutte le operazioni di demolizione e sgombero delle baraccopoli per favorire una soluzione graduale e concordata. Si tratta di una tutela necessaria per l’efficacia del progetto e del dialogo tra i diversi soggetti istituzionalmente coinvolti.

  • La campagna WNW chiede che, con l’intesa di conversione del debito tra Kenya e Italia venga costituito un “Fondo popolare per la terra e la casa” controllato da tutte le parti in causa – che veda in particolare la partecipazione formale della società civile – che riceva le risorse finanziarie liberate con la cancellazione e conversione del debito.

  • La campagna WNW propone come sede per la realizzazione di showcase gli slum di Soweto e Korogocho, ben conosciuti dal coordinamento keniano della Campagna e dal Kutoka Parish Network, che vi opera. Il “Fondo popolare per la terra e la casa” dovrà finanziare l’upgrading in forma graduale, privilegiando le situazioni più precarie e a rischio.

  • La campagna ritiene fondamentale un consenso intorno a due principi-chiave: i) la proprietà della terra negli slum da riurbanizzare deve essere riconosciuta alle comunità che li abitano (title deed comunitario); ii) deve essere garantito il coinvolgimento della società civile keniana attraverso un chiaro, formale ed efficace meccanismo di partecipazione all’intero processo (gestione del Fondo, piano di riurbanizzazione, tappe di realizzazione effettiva), non solo in sede di consultazione, ma anche nell’ambito decisionale, come già avviene in alcuni casi di conversione di debito da parte italiana (cfr. Guinea Conakry, Perù). A tale scopo, un raggruppamento di ONG locali a fianco del Kutoka Parish Network potrebbe costituire l’entità giuridica formale da coinvolgere nel comitato di gestione. Questo raggruppamento a sua volta si confronterà con dei sottocomitati costituiti da rappresentanti dei baraccati, eletti dagli stessi.


La campagna WNW, nello spirito di una efficace collaborazione tra istituzioni pubbliche e società civile, chiede al governo italiano una consultazione prima di sottoporre al Governo del Kenya la proposta definitiva di conversione del debito e chiede che da parte italiana si assuma iniziativa per estendere questo tipo di proposta ad altri Paesi creditori, per allargare il campo d’azione ed efficacia ad una area più grande di quella raggiungibile con la sola iniziativa italiana.




W Nairobi W!

Campagna per il diritto ad abitare Nairobi

con dignità e giustizia
La Campagna W Nairobi W è coordinata da: Kutoka Parish Network, Commissione Giustizia e Pace dei Missionari Comboniani, International Alliance of Inhabitans, Associazione Tam Tam per Korogocho.

Per info: www.giovaniemissione.it e www.habitants.org . Per contatti WnairobiW@giovaniemissione.it