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Il
Kenya
Il Kenya, con
una superficie di 582.650 kmq è uno degli stati principali
dell'Africa orientale. Confina a sud con la Tanzania, a ovest con
l'Uganda, a nord con l'Etiopia e il Sudan ed a est con la Somalia
e l'Oceano Indiano. E' una Repubblica multipartitica dove il
potere esecutivo è in mano al Presidente, eletto a
suffragio universale, mentre il potere legislativo è
assegnato ad un'assemblea parlamentare.
Amministrativamente
il territorio nazionale è suddiviso in 7 province, più
l'area urbana di Nairobi, la capitale dello stato. Il Kenya ha
raggiunto l'indipendenza dal Regno Unito, di cui era una colonia,
nel 1963, a conclusione di un lungo processo di rivendicazioni
economiche e politiche. La presidenza di Jomo Kenyatta, capo
del movimento indipendentista e primo Presidente della Repubblica,
durata fino alla sua morte nel 1978, ha permesso al Kenya di
diventare uno degli stati più sviluppati dl continente
africano. Il successore di Kenyatta è stato Daniel Arap
Moi, rimasto in carica per 25 anni fino alle elezioni politiche
del 2003 che hanno visto il successo dell'opposizione ed il
passaggio dei poteri al nuovo presidente Mwai Kibaki
rappresentante del Partito Democratico del Kenya che ha sconfitto
il rappresentante del Kanu, lo storico partito di governo, Uhuru
Kenyatta.
Il Kenya ha una popolazione di oltre 31 milioni
di abitanti (con limitate ma influenti minoranze indiane, arabe ed
europee) suddivisa in oltre 70 tribù distinte in tre grandi
gruppi linguistici: i Bantù (tribù: Kikuyu, Meru,
Gusii, Embu, Akamba, Luyha e Mijikenda), i Nilotici (tribù:
Masai, Turkana, Samburu, Pokot, Luo e Kalenjin) e i Cusitici. La
religione predominante nel paese è quella cristiana (60%
della popolazione), seguita da quelle animistiche africane (10%) e
da quella musulmana (30%).
Il Kenya (stime del 2001) ha un
PIL pari a 31 miliardi di dollari e un reddito pro-capite pari a
1000 dollari . Il settore principale è quello
dell'agricoltura che produce il 24% del PIL e occupa oltre il 70 %
della forza lavoro (le voci principali dell'export riguardano il
caffè. il the e i fiori recisi). Il turismo che nel corso
degli ultimi decenni aveva costituito una voce importante nella
bilancia commerciale del paese sta vivendo un momento di forte
crisi.
Secondo la Banca Mondiale, il debito estero
complessivo del Kenya nel 1990 era pari a 7 miliardi e 58 milioni
di dollari mentre a fine 2002 era a quota 6 miliardi e 31 milioni
di dollari. Un valore ancora provvisorio stima il totale a fine
2003 a 6 miliardi e 505 milioni di dollari, quindi nuovamente in
aumento. Il debito è pari al 54% del reddito nazionale
lordo, ma scende al 40% se si considera il cosiddetto “valore
attuale” del debito, cioè il suo valore effettivo sul
mercato. Rispettto alle esportazioni, il debito estero keniota è
pari al 147%, cioé a una volta e mezza l'export. Il
servizio del debito – interessi più rate di rimborso
– è invece pari al 15% delle esportazioni. In base
a questi dati la Banca Mondiale classifica il Kenya come un paese
“moderatamente indebitato” e quindi non lo comprende
nell'iniziativa di alleggerimento del debito Hipc - “Iniziativa
per i paesi poveri e fortemente indebitati”.
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